Prestiti per NeoAssunti: Informazioni e Requisiti per Ottenerli

Prestiti per Neoassunti



I neoassunti possono accedere al credito bancario allo stesso modo di chi già da tempo lavora con un contratto di lavoro a tempo indeterminato?

Ebbene, tecnicamente un neoassunto può chiedere un prestito in banca, esibendo la busta paga, allo stesso modo di chi già da anni ha un lavoro stabile, ma nel gestire il rischio gli istituti di credito valutano la posizione del cliente anche in ragione di quella che è la propria storia a livello lavorativo.

Prestiti per neoassunti, i criteri di valutazione

In altre parole, le banche posso concedere prestiti per neoassunti, ma i criteri di valutazione del merito creditizio, ai fini della concessione delle somme richieste, non sono gli stessi applicabili per chi già da parecchi anni è un lavoratore con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

In Italia, inoltre, rispetto al passato i neoassunti, almeno per i primi anni di attività lavorativa, hanno meno tutele e possono essere licenziati con più facilità, ragion per cui l’istituto di credito non potrà non tenere in conto questi fattori di rischio prima di decidere se erogare o meno le somme richieste dal cliente. Detto questo, e volendo effettuare una schematizzazione, quali sono allora per i neoassunti i principali requisiti per ottenere i prestiti?

Requisiti prestiti per neoassunti

Ebbene, da banca a banca ci sono dei fattori e dei requisiti che, ai fini della concessione del credito, non cambiano e spaziano in particolare dalla presenza o meno per il neoassunto di un periodo di prova, e se questo è stato superato, dall’anzianità di servizio, dal datore di lavoro, se questo è pubblico o privato, e dal passato personale e familiare del richiedente a livello creditizio e lavorativo.

Per un neoassunto che si trova ancora nel periodo di prova è praticamente impossibile chiedere ed ottenere un prestito a meno che questo non venga eventualmente chiesto e sottoscritto presentandosi in banca con un garante.

Il requisito dell’anzianità è infatti molto importante in quanto per la banca c’è una netta differenza tra un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato già in vigore da dieci anni, ed un lavoratore neoassunto che per esempio solo da un anno lavora in azienda.

In tal caso, infatti, la banca potrà magari concedere il prestito al neoassunto, ma questo avverrà a condizioni più onerose in termini di tasso di interesse applicato, e molto spesso solo a fronte della stipula di una copertura assicurativa a protezione del credito erogato in caso di perdita del posto di lavoro.

Pure il datore di lavoro influisce sulla concessione o meno di un prestito ad un lavoratore neoassunto visto che, per esempio, le banche in genere vedono di buon occhio un giovane neoassunto nella pubblica amministrazione rispetto a quello che, invece, trova lavoro in una piccola impresa.

Inoltre, come sopra accennato, pure il nucleo familiare d’origine influisce sulla concessione o meno di un prestito ad un lavoratore neoassunto in quanto possono essere effettuate verifiche per rilevare se in passato qualche componente della famiglia ha avuto problemi nel rimborso di finanziamenti e di prestiti, o magari è stato protestato.

Prestiti per neoassunti, scarsi i requisiti per la cessione del quinto

E’ chiaro per quanto detto che, rispetto ad un neoassunto, un lavoratore con anni di anzianità ha più possibilità di chiedere e di ottenere un prestito in banca anche con formule quali la cessione del quinto dello stipendio.

Sono invece scarsi i requisiti per i neoassunti al fine di ottenere un prestito con la cessione del quinto, anche se trattasi di un prestito coperto da assicurazione, dato che ancora non ha maturato somme rilevanti per quel che riguarda il Tfr, trattamento di fine rapporto.

Sono poche infatti le compagnie assicurative ad accettare di assumersi il rischio di stipula di una cessione del quinto ad un neoassunto che, sebbene abbia superato il periodo di prova, con le leggi e le norme attualmente in vigore in Italia rischia decisamente di più, rispetto al passato, di essere licenziato entro i primi tre anni di servizio.

Prestiti per neoassunti, come superare la diffidenza delle banche

Un lavoratore neoassunto nel chiedere un prestito deve di conseguenza evitare di facili farsi illusioni visto anche il fatto che rispetto al passato le banche sono sempre più attente nel concedere il credito solo a chi presenta una oggettiva capacità di spesa e di risparmio.

Ecco perché il neoassunto nel chiedere un prestito, al fine di ottenere dall’istruttoria un esito positivo, farebbe bene a chiedere somme basse, di norma non più di 10 mila euro, e con un piano di ammortamento lungo.

Inoltre, se la banca oppone resistenza alla concessione del prestito il neoassunto deve sempre essere pronto a fare in modo di sbloccare la pratica magari presentando una persona fidata, per esempio un amico stretto oppure un parente, che sia in grado di fare da garante al fine di sostituirsi al debitore principale in caso di difficoltà nell’onorare puntualmente i pagamenti mensili relativi alle rate del prestito.

Non a caso, di norma le banche e le società finanziarie concedono prestiti per neoassunti senza garante solo per i dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato che hanno percepito almeno tre buste paga mensili, mentre per i neoassunti nel privato si possono di norma ottenere prestiti senza garante solo se assunti presso Srl o società per azioni che abbiano un numero minimo di dipendenti.

Prestiti per neoassunti, i documenti richiesti

La banca, nella concessione di un prestito per neoassunti, di norma chiede la stessa documentazione finalizzata a concedere credito ad un cliente che, invece, è un dipendente con parecchi anni di anzianità.

Un neoassunto per chiedere un prestito in banca deve presentare il codice fiscale, la carta di identità, e le ultime buste paga percepite.

Tra la documentazione aggiuntiva, inoltre, la banca può richiedere la certificazione, rilasciata dal datore di lavoro, che il neoassunto ha superato il periodo di prova, così come possono rafforzare il merito creditizio del richiedente la presentazione di certificazioni che attestino come in passato ci sono stati rapporti di lavoro o di collaborazione remunerati con altre aziende private o pubbliche.




aprile 10, 2016