Prestiti Per Dipendenti Pubblici : Come Richiederli

Prestiti per dipendenti pubblici



Per chi lavora nella Pubblica Amministrazione l’accesso al credito, al fine di ottenere dei prestiti, è di norma più agevole. E questo perché i lavoratore può esibire alla banca o alla società finanziaria un reddito certo rappresentato dalla busta paga mensile. Anche per questo i prestiti dipendenti pubblici vanno a coprire un’ampia quota del totale dei finanziamenti che le banche e le società finanziarie concedono ai privati ed alle famiglie. Basti pensare, ad esempio, ai prestiti Inps ai dipendenti pubblici che le banche e gli intermediari autorizzati del credito erogano con la formula della cessione del quinto. Ma detto questo, in che modo richiedere i prestiti per dipendenti pubblici? Esistono dei canali per cui l’erogazione di prestiti a dipendenti pubblici è veloce e snella senza troppe attese e senza lungaggini burocratiche?

Prestiti per dipendenti pubblici online

Ebbene, nulla vieta a chi è dipendente pubblico di chiedere un prestito recandosi presso la filiale di una banca o presso l’agenzia di una società finanziaria. Pur tuttavia, se l’obiettivo è quello di ottenere un prestito per dipendenti pubblici veloce, allora è preferibile sfruttare il web. Si tratta, nello specifico, di presentare la richiesta di prestito appoggiandosi ad una banca che, per quel che riguarda l’accesso al credito, opera anche online oppure solo ed esclusivamente via web.

Tra l’altro sono di norma proprio le banche 100% online, senza filiali sul territorio, a proporre ai dipendenti pubblici non solo prestiti veloci, ma anche convenienti per quel che riguarda il tasso di interesse applicato e le spese accessorie spesso pari a zero euro su tutta la linea. Lo stesso dicasi per le società di credito al consumo che via web propongono prestiti online ai privati ed alle famiglie, e quindi anche ai dipendenti pubblici, potendo peraltro in alternativa sfruttare anche il canale telefonico.

Prestiti per dipendenti pubblici, i documenti





Per i prestiti per dipendenti pubblici la documentazione richiesta dalle banche è di norma standard ed è rappresentata dalla copia del documento di riconoscimento in corso di validità, dalla copia del codice fiscale o dalla tessera sanitaria, e dalla copia delle ultime due buste paga. Dopodiché, in ragione dell’importo richiesto e della durata del piano di ammortamento concordata, partirà la fase di istruttoria che, per quel che riguarda l’esito finale, dura pochi giorni. Al riguardo, come sopra accennato, per ridurre al minimo i tempi di accettazione e di erogazione del prestito è bene rivolgersi ad una banca online oppure ad una società finanziaria operante via web in quanto permettono di caricare direttamente in modalità telematica tutta la documentazione richiesta dopo aver fatto la scansione.

Prestiti per dipendenti pubblici, come sceglierli

Essendo i prestiti per dipendenti pubblici concessi da banche e finanziarie ai tassi di mercato, è chiaro che per scegliere il prodotto più in linea con le proprie esigenze, ma anche più conveniente, è necessario effettuare dei confronti. A tal fine può tornare utile utilizzare i comparatori online dei prestiti che sono degli applicativi web gratuiti che permettono prima di trovare i migliori prodotti confrontando decine di banche, e poi acquisire un preventivo, ovverosia la proposta di prestito alle migliori condizioni di mercato senza impegno e senza vincoli.

Prestiti per dipendenti pubblici, costi e spese accessorie





Per quel che riguarda i costi relativi ai prestiti per dipendenti pubblici, il costo maggiore è rappresentato dal tasso di interesse applicato, ovverosia dal Tasso annuo nominale (TAN) che porta a pagare maggiori interessi in maniera direttamente proporzionale alla durata del piano di rimborso che è stato scelto. Il tasso finito del prestito per dipendenti pubblici, che corrisponde al Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), di norma non è mai uguale al TAN ma è più alto in quanto tiene conto di tutti i costi accessori legati all’erogazione del prestito.

Questi costi, nello specifico, spaziano dalle spese di istruttoria a quelle di gestione della pratica e passando per le imposte dovute per legge, le commissioni di incasso della rata mensile e gli eventuali costi assicurativi. Per quel che riguarda in particolare il pagamento della rata mensile, di norma la banca eroga il prestito solo a fronte dell’addebito delle rate su un conto bancario di appoggio, mentre ci sono società finanziarie che in alternativa all’Iban possono permettere di rimborsare il prestito mese dopo mese anche attraverso il pagamento con i bollettini postali.

Prestiti per dipendenti pubblici con la cessione del quinto

Come sopra accennato, tra le formule di accesso al credito per i dipendenti pubblici ci sono i prestiti con la cessione del quinto che, per i lavoratori iscritti all’Inps o ex Inpdap, possono essere particolarmente convenienti in quanto spesso possono essere sottoscritti a tassi inferiori a quelli di mercato. E questo perché molte banche e società finanziarie operanti in Italia al riguardo hanno stipulato apposite convenzioni con l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. Chi stipula un prestito con la cessione del quinto, tra l’altro, non dovrà occuparsi e preoccuparsi del pagamento della rata mensile in quanto questa viene direttamente decurtata dalla busta paga senza la necessità, quindi, di dover pensare mese dopo mese a fare il bonifico oppure a pagare dei bollettini postali.

Ci sono peraltro società finanziarie che concedono prestiti con la cessione del quinto non solo ai dipendenti pubblici, ma anche ai pensionati della pubblica amministrazione anche se questi hanno un’età superiore ai 75 anni. E questo perché il prestito con la cessione del quinto viene sempre concesso a fronte della stipula di una polizza assicurativa a copertura del rischio di premorienza. Nel dettaglio, la polizza per il pensionato o per il lavoratore del pubblico impiego che stipula un prestito con la cessione del quinto va a coprire non solo il rischio di premorienza, ma anche quello di invalidità permanente e quello legato al rischio di perdita dell’impiego. Il costo dell’assicurazione, per i prestiti con la cessione del quinto, risulta inoltre essere integrato nell’importo della rata mensile da rimborsare. Ecco perché, come sopra accennato, rispetto al Tasso annuo nominale (TAN), il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) relativo al prestito con la cessione del quinto per dipendenti pubblici e per pensionati Inps, ex Inpdap o di altre Casse previdenziali, è sensibilmente più alto.



dicembre 15, 2016