Prestiti a Tasso Zero: Guida Completa




I prestiti sono per definizione delle operazioni di cessione di somme di denaro con il vincolo di restituzione, complessivamente, di un capitale di pari valore oppure maggiore in quanto sono previsti gli interessi.

Gli interessi da pagare su un prestito, nello specifico, sono fissati attraverso la determinazione di un tasso, il tasso di interesse appunto che di norma è fisso.

La quasi totalità dei prestiti erogati dalle banche e dalle società finanziarie prevede il rimborso del capitale più gli interessi, ma in certi casi i prestiti possono essere concessi anche a tasso zero.

Prestiti a tasso zero, cosa sono

Ecco allora, sui prestiti a tasso zero, una guida completa su cosa sono, quando vengono concessi dagli operatori e dai mediatori del credito, e quali sono i vantaggi reali per il contraente e, se ci sono, quelli per la banca.

Nel dettaglio, il prestito a tasso zero rientra nella categoria dei prestiti a tasso agevolato ed è da questo punto di vista il migliore possibile ed ottenibile in quanto, sul debito contratto, non sono applicati interessi e neanche spese aggiuntive ed altri oneri. In altre parole, un prestito è a tasso zero quando sia il Tan, Tasso annuo nominale, sia il Taeg, Tasso Annuo Effettivo Globale, sono pari a zero.

Ma quali vantaggi ha una banca o una società finanziaria a concedere prestiti a tasso zero? Ebbene, la risposta è che i mediatori creditizi non hanno in genere alcun vantaggio ad erogare prestiti a tasso zero, e non a caso questi vengono concessi ai clienti solo in casi particolari.

Questo significa che nel richiedere un classico prestito per consolidamento debiti, per ristrutturare casa o per comprare un’auto, il prodotto sarà sempre concesso a fronte del pagamento degli interessi che tendono ad aumentare in ragione dell’aumento della durata del piano di ammortamento.

Prestiti a tasso zero per il credito al consumo





Diverso è invece il discorso per i piccoli prestiti che sono finalizzati al credito al consumo specie presso le grandi catene commerciali. In tal caso, infatti, spesso i clienti possono acquistare gli articoli, per esempio gli elettrodomestici, i televisori, i tablet ed i cellulari, potendo pagare a rate ed attraverso una promozione che prevede proprio il tasso zero grazie ad accordi specifici tra la banca o la società finanziaria che eroga il credito, e la società operante nella GDO, la grande distribuzione organizzata.

Prestiti a tasso zero per micro imprese e Pmi

In Italia, inoltre, spesso i prestiti vengono concessi dagli istituti di credito e dalle società finanziarie a tasso zero in forza ad agevolazioni, sotto forma di contributi per l’abbattimento/azzeramento degli interessi, da parte dei Comuni, delle Regioni e dello Stato.

Trattasi in prevalenza di prestiti a tasso zero che, attraverso la messa a punto di appositi Bandi, vengono concessi alle micro imprese, alle piccole e medie imprese per finalità che sono strettamente legate all’attività imprenditoriale, dalla brevettazione agli investimenti in beni strumentali e passando per le iniziative di rafforzamento del marchio, anche all’estero, attraverso la partecipazione a fiere ed a manifestazioni a livello nazionale ed anche internazionale.

Prestiti tasso zero ai privati con agevolazioni statali

Agevolazioni statali, comunali o regionali sono previste anche per la concessione di prestiti a tasso zero ai privati ed alle famiglie. Anche in questo caso i Comuni, le Regioni o lo Stato siglano delle convenzioni con le banche che intascano gli interessi sui prestiti attraverso i contributi concessi da Comuni, Regioni o Stato centrale senza andarli a caricare sul credito erogato ai clienti. Molto spesso i prestiti a tasso zero ai privati con agevolazioni statali sono caratterizzati dall’erogazione di piccole somme finalizzate al contrasto alla povertà.

Quello concesso è in pratica un vero e proprio credito di solidarietà e quindi agevolato al massimo con il tasso zero e con piani di ammortamento che, per il rimborso del prestito, sono di norma molto lunghi a favore, tra gli altri, di persone in difficoltà economico-finanziaria, lavoratori precari, disoccupati e cassaintegrati, giovani in cerca di prima occupazione ed ogni altro soggetto che versa in oggettive condizioni di vulnerabilità economica.



giugno 21, 2017